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236 - 20.09.03


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Il consumo di cinema in Europa nel 2002

Elisabetta Brunella


Quello che segue è il testo dell'intervento di Elisabetta Brunella, Segretario Generale di MEDIA Salles, al Seminario “How to increase the circulation of European non- national films in Europe. The role of co-distribution & new technologies” organizzato dall'associazione a Venezia dal 28 al 31 agosto, in concomitanza con la 60ma Mostra d'arte cinematografica. Una versione precedente di questo testo è apparsa sulla Newsletter di MEDIA Salles “European Cinema Journal”, n. 2, maggio 2003.

La frequenza nelle sale cinematografiche dell’Europa Occidentale nel corso del 2002 presenta indicazioni così contrastanti che una loro interpretazione risulta difficile. Sembrano così autorizzate letture opposte, poiché è possibile sottolineare la crescita di alcuni mercati, ma anche il calo di altri, come ci si può concentrare sull’affermazione dei film nazionali in certi casi, oppure sulla loro flessione in altri. Un quadro di tale genere richiede, dunque, un’analisi attenta e una certa cautela nella formulazione di ipotesi. Uno sguardo generale sui 16 territori di cui sono disponibili i dati, seppur ancora provvisori, rivela che il numero totale dei biglietti venduti è cresciuto, tra il 2001 e il 2002, di circa lo 0,8%, passando da 924 milioni a 931 milioni. In un quadro che sembrerebbe di sostanziale stabilità, si notano invece andamenti assai diversi.

Tale difformità riguarda sia i mercati più grandi, cioè i cinque che contano almeno cento milioni di spettatori, sia quelli più piccoli. Nel primo gruppo la Francia chiude il 2002 con 184,46 milioni di biglietti venduti, cioè con una lieve diminuzione, pari allo 0,7%, rispetto al 2001 (185,82 milioni). È questo comunque il secondo miglior risultato dal 1985, che consente alla Francia di confermare il suo ruolo di primo mercato europeo. A una doppia lettura – ancora una volta! – si prestano le cifre relative al risultato dei film nazionali: nel 2001 i titoli francesi avevano venduto 77 milioni di biglietti, nel 2002 ne totalizzano 65 milioni. Un calo molto sensibile (la quota di mercato, in termini di presenze, è passata infatti da oltre il 41% al 35%) ma, in termini assoluti, pur sempre il secondo miglior risultato dal 1986.

Se la Francia sembra in linea con la tendenza che emerge dai dati complessivi per l’Europa Occidentale, la Spagna e, soprattutto, la Germania vedono diminuire il numero dei propri spettatori, e in misura rilevante. La Spagna, perdendo sei milioni di biglietti, indietreggia del 4,2%, dopo un periodo di crescita ininterrotta che durava dal 1989, mentre la Germania arretra addirittura del 7,9%, passando da quasi 178 milioni di biglietti a circa 164. Una delle ragioni è proprio la mancanza di ciò che era stato alla base del balzo in avanti del 2001: una produzione nazionale, cioè, capace di ripetere il risultato eccezionale di Der Schuh des Manitu (oltre 10,5 milioni di biglietti venduti), uno dei fattori che nel 2001 aveva consentito alla Germania di quasi insidiare il primato della Francia.

L’andamento del mercato italiano e di quello britannico sono invece di segno positivo. In Italia, secondo i primi dati disponibili, gli schermi attivi almeno 60 giorni hanno totalizzato poco più di 108 milioni di biglietti, con un incremento che si aggira intorno al 2,7%. Decisamente più lusinghieri i risultati del Regno Unito, che guadagna 20 milioni di spettatori e diventa così il secondo mercato europeo sfiorando i 176 milioni di presenze (quasi +13%). Alla base di questo risultato da record c’è sicuramente il grande successo di due film dal “sapore britannico” come Harry Potter and the Chamber of Secrets e Die Another Day.

A differenza dei cinque maggiori mercati, i territori di minori dimensioni sembrano accomunati da un andamento più omogeneo e tendenzialmente positivo. In controtendenza c’è solo la Norvegia (- 3,5%) dove, similmente alla Germania, manca nel 2002 l’eccezionale affermazione del cinema nazionale che aveva caratterizzato il 2001. I film norvegesi, infatti, nel 2002 ottengono il 7,5% delle presenze, da confrontare con il 14,9% del 2001. Tra i territori in crescita spicca la Finlandia. L’unico mercato dell’Europa Occidentale che, con l’Islanda, nel 2001 aveva subito un calo importante mostra nel 2002 una crescita notevole (17,8%), grazie anche al successo delle produzioni nazionali, che si sono aggiudicate oltre 1,3 milioni di biglietti (cioè il 17% del totale), con quattro film che hanno superato i 200 000 spettatori.

In questo gruppo anche la Svizzera vede un aumento significativo dei suoi spettatori (quasi il 10%), così come l’Irlanda (8,6%) e la Danimarca (8,3%). Tassi di crescita minori sono quelli del Belgio (circa il 2%), dei Paesi Bassi (1,4%), dell’Austria (1,4%), del Lussemburgo (1,3%) e della Svezia (1,1%). Per quanto riguarda i Paesi Bassi, è opportuno segnalare la significativa quota di mercato ottenuta dai film nazionali nel 2002 (circa il 10,5% delle presenze totali), ancora migliore di quella del 2001 (9,5%). Italia e Germania mantengono una frequenza cinematografica annua pro- capite molto bassa (1,9 volte l’anno), notevolmente inferiore a quella sia di mercati maggiori come la Spagna (3,48) e la Francia (3,11), sia di mercati di dimensioni più ridotte, risultando superiore solo a quella della Finlandia (1,48) e dei Paesi Bassi (1,5).

Segnali negativi provengono invece dall’Europa Orientale e dal Bacino del Mediterraneo. Qui nove territori, sui tredici di cui sono disponibili i dati, perdono spettatori e sull’insieme dell’area, che totalizza 99 milioni di biglietti venduti nel 2002 rispetto ai 104 del 2001, il calo sfiora il 5%. Anche qui però le diversità sono molto sensibili. Il più importante mercato dell’Europa Orientale, la Polonia, cala del 2%, restando sopra la soglia dei 27 milioni di spettatori e registrando comunque il terzo miglior risultato dal 1991. L’Ungheria mostra un andamento similare (- 3%). Positivo è invece il risultato della Repubblica Ceca (3,2%).

Tra i mercati dell’Europa Orientale inferiori ai dieci milioni di spettatori, cresce, e non di poco, l’Estonia: superando il milione e mezzo di spettatori, con una crescita del 19,5%, raggiunge una frequenza media annuale per abitante superiore a 1 (1,14). Anche qui il successo eccezionale di un film estone, che risulta essere il più visto dell’anno, con l’8,7% degli spettatori, sembra confermare la teoria che vuole le produzioni nazionali capaci di creare un pubblico aggiuntivo. Ugualmente di segno positivo sono i risultati della Slovenia (12,6%) e della Repubblica Slovacca (2,5%).

Continuano, invece, a diminuire gli spettatori in Lettonia, dove nel giro di due anni si è registrato un calo molto forte (da quasi un milione e mezzo di spettatori a poco più di un milione, cioè -26,6%, in due anni). La Lituania, che subisce un forte ridimensionamento (- 19%), ottiene comunque uno dei migliori risultati degli ultimi cinque anni, tutti di gran lunga superiori in termini di presenze a quelli del periodo antecedente il 1998 (in questo anno furono 1 594 000 i biglietti venduti, nel ’96 erano stati meno di un terzo: 470 000). Spettatori in calo anche in Iugoslavia (- 0,8%), Croazia (- 5,7%), Romania (- 7,2%). Tra i paesi Mediterranei la Turchia soffre di una diminuzione molto importante (- 14,5%), mentre Cipro resta sostanzialmente stabile (- 0,5%).

In sintesi il 2002 lancia segnali preoccupanti, che in alcuni mercati sembrano ribaditi dall’andamento dei primi mesi del 2003, e pare confermare la percezione del Continente Europeo, per quanto riguarda il consumo di cinema in sala, come un insieme di mercati dalle caratteristiche fortemente specifiche e non facilmente riconducibili a letture unitarie. Tuttavia, nonostante il ridimensionamento delle presenze verificatosi nell’ultimo anno in alcuni mercati il trend delle presenze degli ultimi dieci anni si conferma positivo, con incrementi che nel 2002 hanno superato il 50% rispetto al 1992 in diversi paesi, quali il Lussemburgo (137,9%), l’Irlanda (120,6%), la Gran Bretagna (79,4%), i Paesi Bassi (76,3%), la Spagna (68,9%), la Francia (59%) e la Germania (54,9%).

(...)

Ora, riassumendo tutti i dati disponibili sulla circolazione dei film europei nei principali mercati dell’Europa Occidentale nel 2002 emerge come solo una piccola percentuale dei film distribuiti nel Paese di origine varchi le soglie nazionali. Il mercato nel quale viene distribuito il maggior numero di film nazionali ed europei è di gran lunga quello francese, con il 68,5% dei film visti di origine nazionale. In Europa Occidentale i film francesi sono stati distribuiti nel 2002 soprattutto in Svizzera (203 film) e in Spagna (150) e in misura molto inferiore in Italia (99) e in Svezia (83). Le maggiori presenze medie per film sono state ottenute, tuttavia, in Italia (57 148) e in Belgio (38 414), paesi nei quali i film francesi hanno realizzato mediamente un numero di presenze per film superiore a quello registrato in Francia (34 945).

I film britannici sono stati distribuiti nel 2002 in numero maggiore in Francia (271) e in Spagna (113) e hanno ottenuto, rispetto a tutti gli altri film europei, le presenze per film più alte, con valori elevati specialmente nei Paesi Bassi (118 167), in Belgio (74 906) e in Italia (71 539). I film italiani hanno realizzato nel mercato interno il valore medio di presenze per film (91 608) più alto fra quello ottenuto dai film europei nel loro paese di origine, a causa di una forte concentrazione delle presenze dei film italiani su pochissimi titoli.

Al di fuori dei confini nazionali i film italiani hanno trovato una distribuzione numericamente significativa solo in Francia (138) e in Svizzera (54), realizzando un numero medio di presenze per film che non supera i 4 000 biglietti nella maggior parte dei Paesi (Francia, Spagna, Danimarca, Svezia, Svizzera). I film tedeschi nel 2002 sono stati distribuiti soprattutto in Spagna (286), in Svizzera (103) e in numero inferiore in Francia (85), dove però hanno venduto il maggior numero di biglietti (1,5 milioni). In Italia i film tedeschi distribuiti sono stati solo 18. Hanno peraltro realizzato il maggior numero di biglietti venduti (965 mila) dopo quelli ottenuti in Francia.

I film spagnoli sono stati visti soprattutto in Francia (79), totalizzando le presenze maggiori in Francia (3,7 milioni) e in Italia (1,2 milioni). Per quanto riguarda, infine, la circolazione dei film europei nei principali mercati dell’Europa Orientale e del Bacino del Mediterraneo nel 2002, si può notare come il maggior numero di presenze sia stato ottenuto dai film francesi in Polonia e in Ungheria, dai film britannici, spagnoli e tedeschi in Ungheria e nelle Repubblica Ceca, mentre i film italiani sono riusciti a ottenere una presenza significativa solo in Polonia, con 215 mila biglietti venduti nel 2002. Purtroppo non sono ancora disponibili i dati relativi alle presenze realizzate dai film europei nel Regno Unito.

Il link:
MEDIA SALLES
www. mediasalles. it


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